Lost Eidolons: Veil of the Witch, sviluppato da Ocean Drive Studio, non è una semplice espansione o un seguito tradizionale del suo predecessore, Lost Eidolons. È una reinterpretazione audace e coraggiosa, un ibrido che fonde il genere del RPG tattico a turni (Tactical RPG o TRPG) su griglia, tanto amato dai fan di titoli come Fire Emblem, con la spietata progressione e rigiocabilità del genere roguelite. Questa combinazione crea un’esperienza distintiva, punitiva ma incredibilmente gratificante, che premia l’intelligenza strategica tanto quanto la perseveranza.
Trama: Un’Oscura Odissea di Memorie e Maledizioni
La narrativa di Veil of the Witch ci trasporta nuovamente nel ricco universo di Lost Eidolons, ma con un taglio molto più intimo e misterioso. Il protagonista (che può essere scelto tra un avatar maschile o femminile) si ritrova naufrago e morente sulle coste di un’isola maledetta, assediata da non morti, creature mutate e forze imperiali. In preda a un’amnesia totale, l’unica speranza di sopravvivenza risiede in un patto disperato con una Strega. Il prezzo per la vita è l’annientamento dei nemici della Strega per mano nostra.

Questo patto innesca un ciclo di vita, morte e rinascita, tipico del roguelite, ma qui profondamente intrecciato con la progressione narrativa. La trama si svela in modo frammentario e oscuro, sollevando domande fondamentali: chi siamo? Cosa sono esattamente gli Eidolon? E perché questo ciclo di non-morte è necessario?
L’ambientazione è ricca di personalità, mescolando elementi dark fantasy con un’atmosfera di disperazione e mistero. Sebbene la narrazione possa a tratti risultare lenta rispetto all’incessante ritmo del gameplay, è supportata da un cast di personaggi ben caratterizzati e da un doppiaggio in inglese di buon livello (con testi completamente localizzati in italiano, un punto a favore). Il loop narrativo si chiude, almeno parzialmente, ad ogni morte, con la promessa di avvicinarsi un passo in più alla verità, aggiungendo un peso significativo a ogni run.
Gameplay: Tattica, Roguelite e Bilanciamento delle Classi
Il gameplay è il vero cuore pulsante e la sfida più grande di Lost Eidolons: Veil of the Witch. Su una griglia isometrica, le battaglie a turni seguono la tradizione dei migliori TRPG. Ogni personaggio può muoversi, scegliere tra armi primarie e secondarie, lanciare magie o utilizzare abilità di classe specifiche. La parola d’ordine è bilanciamento: non solo nella composizione del proprio party, ma nell’intelligenza tattica con cui si affronta ogni singolo scontro.
La meccanica distintiva e più impattante è la componente roguelite. Ogni run (spedizione) è un percorso sulla mappa suddiviso in tappe, intervallate da scelte cruciali: quale bivio prendere per ottenere una determinata ricompensa? Quale reliquia portare con sé? Quale nuovo alleato reclutare? La gestione delle risorse (oro, materiali, nuove classi) tra le tappe è vitale.

Il fallimento non è la fine, ma un passo verso il progresso. La morte (che arriverà spesso) riporta il giocatore al campo base, ma con le ricompense accumulate utilizzabili per la meta-progressione. È qui che si spende per potenziamenti permanenti delle statistiche, si fanno “ascendere” i personaggi per sbloccare nuove potenti abilità e si rafforzano le Relazioni tra i membri del party. Queste relazioni non solo approfondiscono la storia degli alleati, ma migliorano il loro coordinamento in battaglia, elemento fondamentale per la sopravvivenza.
La gestione delle classi e delle build è profonda e personalizzabile, con sinergie tra abilità e reliquie ben studiate. Tuttavia, alcuni giocatori hanno riscontrato che in certe situazioni, il gioco introduce un elemento di casualità (come la necessità di avere la “carta” giusta) che può risultare frustrante, limitando la pianificazione strategica pura. Il successo dipende quindi dalla capacità del giocatore di adattarsi non solo alla mappa, ma anche alle condizioni imprevedibili imposte dal sistema roguelite.
Difficoltà e Sfida nelle Partite
Lost Eidolons: Veil of the Witch è un gioco che non fa prigionieri. La difficoltà è intrinseca e spietata, soprattutto se non si è abituati ai ritmi dei roguelite più punitivi. Il gioco pretende un approccio metodico e una curva di apprendimento ripida. I nemici, specialmente nelle fasi avanzate o in determinate mappe, sono numerosi e ben bilanciati per mettere a dura prova ogni mossa. Un errore di posizionamento o una priorità sbagliata nell’eliminazione di un nemico possono costare l’intera spedizione.
La vera sfida non risiede solo negli scontri, ma nella capacità di pianificare la progressione attraverso le scelte dei bivii e la gestione delle build in base ai drop casuali. La dinamica roguelite assicura che non esistano due run uguali, costringendo il giocatore a un adattamento continuo. La frustrazione, in particolare per i neofiti del genere, può essere alta. Fortunatamente, il gioco offre la possibilità di annullare fino a quattro mosse giocate per run, un piccolo ma cruciale margine di errore per correggere sviste tattiche.

Una volta completata la spedizione principale, si sblocca la modalità Sfida, che intensifica ulteriormente la difficoltà con modificatori ad alto rischio, garantendo che anche i veterani del genere TRPG trovino pane per i loro denti.
Longevità e Rigiocabilità
La longevità di Veil of the Witch è virtualmente infinita, grazie proprio al suo design roguelite. Non è facile stimare il tempo necessario per vedere i titoli di coda, poiché dipende interamente dall’abilità del giocatore e dalla sua pazienza nel superare i cicli di morte e rinascita. Tuttavia, stiamo parlando di molte ore di gioco garantite.

Il sistema di meta-progressione e l’alta rigiocabilità intrinseca sono gli elementi che assicurano l’impegno a lungo termine. Ogni sconfitta contribuisce a un piccolo, ma tangibile, potenziamento permanente che rende la run successiva più accessibile. La varietà di eventi casuali, alleati da scoprire e diverse build da sperimentare in base alle reliquie trovate spinge costantemente il giocatore a ricominciare. È un loop di morte-progresso-rinascita che, se riesce a catturare il giocatore nel mood giusto, può trattenerlo per decine, se non centinaia, di ore.
Conclusioni
Lost Eidolons: Veil of the Witch è un esperimento riuscito di fusione di generi, un Tactical RPG in salsa dark roguelite che si distingue per il suo combat system profondo e gratificante. Non è un gioco che cerca di reinventare la ruota, ma eccelle nel bilanciare elementi familiari con un ritmo frenetico e una sfida costante.
La direzione artistica è evocativa e l’ambientazione affascinante, ma è la meccanica del roguelite a dare al titolo la sua identità più forte e il suo appeal unico. È un gioco che richiede dedizione: i puristi del TRPG potrebbero inizialmente essere respinti dalla casualità e dalla permadeath, mentre gli amanti dei roguelite troveranno un sistema strategico molto più elaborato e complesso del solito.
In sintesi, Lost Eidolons: Veil of the Witch non è per tutti. È un gioiello oscuro e un must-have per chi ama le sfide brutali, la strategia a turni e un forte senso di progressione attraverso la sconfitta. Se siete disposti ad accettare che la morte non è un difetto, ma una parte essenziale del viaggio verso la verità, sarete ricompensati con uno degli RPG tattici più affinati e ferocemente appaganti dell’anno.