Possible One: Lunar Industries non è il classico simulatore di colonizzazione spaziale a cui il mercato ci ha abituati negli ultimi anni. Sviluppato dallo studio indipendente Upstairs Games, il titolo si distacca dai toni “arcade” di opere come Surviving Mars per abbracciare una filosofia di Hard Sci-Fi estrema.
Se hai mai desiderato sentire il peso di ogni singolo watt di energia e la minaccia costante del vuoto cosmico, questa è l’analisi che fa per te.
Uscito in Early Access all’inizio del 2026 (con una demo che ha spopolato durante lo Steam Next Fest di febbraio), Possible One proietta il giocatore nel ruolo di un pioniere industriale incaricato di stabilire una presenza umana permanente sul polo sud lunare, specificamente nel Cratere Shackleton. Non è un’ambientazione scelta a caso: è uno dei luoghi più strategici e tecnicamente complessi dell’intero sistema solare.
Realismo Scientifico: Oltre la Fantascienza
Il pilastro portante del gioco è l’aderenza a tecnologie reali o teoricamente fattibili (tecnologie “proven”). Qui non troverai motori a curvatura o scudi energetici magici. Tutto si basa sulla gestione rigorosa di:
- Regolite e Radiazioni: La polvere lunare (regolite) non è solo una risorsa da scavare, ma un pericolo abrasivo che logora i macchinari. Al contempo, dovrai schermare i tuoi moduli abitativi contro le radiazioni solari e cosmiche, pena la perdita della salute mentale e fisica dei tuoi astronauti.
- Gestione dell’Energia: Poiché il Cratere Shackleton vive in un’oscurità quasi perenne, dovrai posizionare i tuoi pannelli fotovoltaici sui “picchi di luce eterna” (elevazioni costantemente illuminate dal sole) e collegarli alla base tramite chilometri di cavi, gestendo le dispersioni di tensione.
Gameplay: Un’Ingegneria della Sopravvivenza
A differenza di altri gestionali, in Possible One la fisica gioca un ruolo attivo. Una delle meccaniche più innovative riguarda la gestione della zavorra (Ballast).

Il ciclo di gioco si divide in tre fasi principali:
- Esplorazione e Scansione: Identificare depositi di ghiaccio d’acqua (fondamentale per produrre ossigeno e propellente).
- Costruzione Modulare: Espandere la base non solo per la sopravvivenza, ma per compiacere il Consiglio di Amministrazione sulla Terra, che esige profitti tramite l’estrazione di metalli rari.
- Gestione del Personale: Ogni astronauta ha competenze specifiche. Inviare un geologo in una missione di manutenzione elettrica non è solo inefficiente, è pericoloso.
L’Economia Cis-Lunare
Non sei solo sulla Luna. Il gioco introduce il Cis-Lunar Starview System, un’interfaccia che permette di visualizzare i contratti con le agenzie terrestri e le altre stazioni in orbita. Il gioco si trasforma gradualmente da un survival di nicchia a un simulatore industriale su larga scala, dove devi bilanciare la felicità dei coloni con le quote di produzione richieste dagli investitori. Se non spedisci abbastanza elio-3 sulla Terra, i finanziamenti tagliano le gambe alla tua espansione.
Comparto Tecnico: Luci e Ombre del Polo Sud
Sviluppato in Unity, il gioco punta tutto sull’atmosfera. Il contrasto tra il nero assoluto delle zone d’ombra e l’abbagliante riflesso del sole sulla superficie lunare è reso magistralmente, creando una sensazione di isolamento quasi opprimente.

Tuttavia, essendo un titolo in fase di sviluppo (Early Access), presenta diverse criticità:
- Interfaccia Utente (UI): Attualmente è molto densa e ostica per i neofiti. La curva di apprendimento è ripida quanto le pareti del cratere in cui operi.
- Bug di Navigazione: I rover a volte soffrono di un pathfinding incerto, incastrandosi su piccoli rilievi del terreno.
- Performance: Nelle fasi avanzate, con centinaia di moduli connessi, il motore fatica a mantenere frame rate stabili, richiedendo hardware di ultima generazione o un uso massiccio di DLSS.
Verdetto Finale
Possible One: Lunar Industries è il sogno bagnato di ogni appassionato di astronomia e ingegneria. Non cerca di intrattenerti con esplosioni o alieni, ma con la soddisfazione intellettuale di aver risolto un problema di distribuzione elettrica a -230°C. È un titolo lento, metodico e punitivo, che premia la pianificazione e punisce l’impulsività.