Joypad Journal

Code Vein 2 – Recensione

Rilasciato il 30 gennaio 2026 per PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC, Code Vein II rappresenta l’ambizioso tentativo di Bandai Namco di trasformare un “Soulslike anime” di successo in un franchise di punta, capace di competere con i giganti del genere.

Nonostante un’accoglienza della critica mista — con punteggi che oscillano tra l’entusiasmo di chi loda la libertà creativa e la frustrazione di chi ne sottolinea i limiti tecnici — il gioco è un’esperienza densa che merita un’analisi approfondita.

Oltre i Confini del Sangue

Il sequel riparte dalle fondamenta del predecessore del 2019, ma sceglie una strada rischiosa: l’abbandono della progressione lineare in favore di un mondo aperto (Open World) e un focus narrativo basato sui viaggi nel tempo.

Il Paradosso della Luna Rapacis

La storia ci proietta in un futuro dove l’umanità e i Redivivi (Revenants) affrontano una nuova apocalisse: l’apparizione della Luna Rapacis. Questo fenomeno trasforma i Redivivi in “Orrori”, mostri privi di senno ancora più feroci dei Corrotti originali.

Il giocatore veste i panni di un Cacciatore di Redivivi che, insieme a una misteriosa ragazza di nome Lou, scopre il potere di viaggiare nel passato. L’obiettivo è riscrivere la storia per impedire la nascita del cataclisma. La trama è più complessa e drammatica, puntando molto sui legami emotivi tra i personaggi, in perfetto stile JRPG, anche se talvolta soffre di un ritmo altalenante dovuto alla dispersività della nuova struttura aperta.

L’Evoluzione del Partner System

Il sistema di combattimento rimane ancorato ai pilastri del genere (gestione della stamina, pattern recognition, checkpoint), ma introduce novità sostanziali:

Il Peso dell’Ambizione

Qui risiedono le note dolenti. Passando all’Unreal Engine 5 e a una struttura open world, il team di Bandai Namco Studios ha incontrato ostacoli significativi:

Conclusione

Code Vein II è un gioco che vive di contrasti. È un “Comfy Soulslike” per chi ama l’estetica anime e vuole una sfida meno punitiva grazie all’aiuto degli alleati, ma è anche un prodotto che sembra essere uscito con qualche mese di anticipo rispetto alla necessaria rifinitura tecnica.

Non è il capolavoro che molti speravano, ma è un sequel coraggioso che non ha avuto paura di stravolgere la propria formula. Se hai amato il primo capitolo per i suoi personaggi e la sua flessibilità nelle build, troverai pane per i tuoi denti. Se invece cercavi un’esperienza tecnica impeccabile e un level design alla FromSoftware, potresti rimanere deluso dalla dispersività del suo mondo aperto.

Exit mobile version